Commissariato Generale di Sezione

per la partecipazione italiana a Expo 2020 Dubai

Chi siamo

Connecting Minds, Creating the Future (“Connettere le menti, costruire il futuro”) è il tema dell’EXPO 2020 di Dubai (20 Ottobre 2020 – 10 Aprile 2021) che presenterà al mondo le eccellenze nel campo delle infrastrutture, materiali e immateriali, che mettono in relazione e comunicazione continenti, Paesi, città, culture, religioni, comunità. Dialogo, engagement e cooperazione vogliono essere dunque i valori espressi dall’evento, in continuità ideale con il significato della parola Dubai – in arabo Al Wasl – che significa proprio “la connessione”, “il legame”.
Per quanto riguarda le infrastrutture materiali, EXPO 2020 Dubai si concentrerà sulla mobilità (sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione) e sulla accessibilità, resilienza e sostenibilità delle risorse (ambientali, energetiche e idriche).
Per quanto riguarda le infrastrutture immateriali, grande rilievo avranno le innovazioni di ultima generazione legate alla condivisione smart di contenuti ed esperienze creative, alla formazione di competenze, alla diffusione di progetti culturali e scientifici.
Per l’Esposizione, che cadrà nel 50° anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti, sono previsti 25 milioni di visitatori, in larga parte provenienti dalla grande area ‘Menasa’ (Middle East-North Africa-South Asia).  L’Italia è stato il primo Paese del G7 a formalizzare la propria adesione all’evento il 19 gennaio 2018.
L’evento, che si terrà in un’area di crescente interesse politico ed economico per l’Italia, rappresenterà il passaggio di testimone dall’EXPO di Milano del 2015 e potrà essere una preziosa occasione per consolidarne l’eredità, rilanciando l’immagine del Paese non soltanto all’estero, ma anche all’interno dei confini nazionali.
EXPO 2020 di Dubai propone, infatti, un tema che sembra creare, a distanza di 5 anni, un ideale “filo rosso” nella narrazione sullo sviluppo sostenibile avviata a Milano. Tuttavia, il tema proposto da Dubai, l’ambiente in cui si svolgerà l’evento e il pubblico dei visitatori attesi richiederanno in questa occasione modalità diverse e innovative di esposizione e comunicazione: il progetto su cui stiamo lavorando è “mettere in mostra” l’eccellenza italiana non già unicamente come un’emblematica rappresentazione nazionale, ma, al contrario, come un contributo attivo su come “pensare il futuro”, del quale tutti – italiani e non – possano e debbano sentirsi partecipi e farsi a loro volta promotori.
In tale ottica, abbiamo l’ambizione che la partecipazione dell’Italia all’EXPO di Dubai prenda forma sin dai prossimi mesi e che in tutto il Paese si generi un percorso triennale nel quale piccole e grandi realtà territoriali, imprese pubbliche e private di ogni dimensione, istituzioni nazionali e comunità locali, studenti, manager e professionisti siano chiamati a dare suggerimenti, offrire contributi, condividere proposte e preparare progetti e prodotti da portare a Dubai.

Provvedimenti

Con tali finalità nonché con lo scopo di adempiere agli obblighi internazionali che discendono dalla Convenzione del 1928 e di gestire il coinvolgimento nel progetto di tutte le realtà nazionali che si attiveranno, con il DPCM 30 novembre 2017 Paolo Glisenti è stato nominato Commissario generale di sezione per l’Italia per Expo 2020 Dubai.
Quale primo atto il Commissario generale ha sottoscritto in data 19 gennaio  il contratto di partecipazione dell’Italia a EXPO 2020 Dubai, con particolare riferimento alla progettazione e alla successiva realizzazione del padiglione nazionale, su di un lotto di circa 3500 metri quadrati, situato nei pressi dei padiglioni di EAU, Germania, India, Stati Uniti e Arabia Saudita.
Con DPCM del 29 marzo 2018 è stato istituito il Commissariato generale di sezione per la partecipazione italiana a Expo 2020 Dubai composto, oltre che dal Commissario generale, dal Ministro plenipotenziario Stefano Ravagnan, quale Commissario generale di sezione aggiunto, che coadiuva il Commissario nello svolgimento delle sue funzioni, e dal dottor Andrea Marin, Dirigente del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con funzioni di direttore amministrativo.

Il Commissariato, così come disciplinato dalla legge 3 giugno 1978 n. 314, che ha modificato il Regio Decreto 13 gennaio 1931 n. 24 di ratifica della Convenzione di Parigi del 1928, in forza della circostanza che i Commissari generali di sezione sono delegati a rappresentare, presso il Governo ospitante, i Governi partecipanti all’esposizione, ed in quanto tale sono qualificabili come Commissari governativi, è dotato di autonomia patrimoniale, organizzativa, contabile e di gestione, potendosi altresì avvalere del patrocinio obbligatorio dell’Avvocatura dello Stato.